La vera tecnica per il basso elettrico? Te la insegnano i non bassisti!

… Ma solo se ci tieni davvero

[Ribloggato dal sito BEST OF BASS]

Questo post ti sembrerà sicuramente un po’ strano. Parlerò di tutto… fuorché di basso elettrico. E allo stesso tempo ti dirò qualcosa di assolutamente fondamentale se vuoi diventare veramente tecnico su questo strumento!

Faccio un passo indietro. Se mi segui già da un po’, sai che per me la tecnica fine a se stessa non ha molto valore e non rientra nel mio metodo di insegnamento del basso e del contrabbasso.

Il fanatismo della tecnica isolata da tutto il resto crea infatti una frattura incolmabile tra mezzi fisici (mani, strumento) e musica. Il problema è che però l’azione fisica non può essere scollegata dall’emozione che l’ha generata. Anzi, dovrebbe essere al servizio dell’emozione, del contenuto che vuole comunicare.

E quindi, cos’è veramente la tecnica??

In pratica ci sono tre elementi in gioco: il musicista, lo strumento e la musica.

Figura 1

Questi tre elementi devono essere uniti e integrati tra loro. Quindi quello che produce la vera Tecnica, ciò su cui mi voglio concentrare, è un lavoro sulla consapevolezza del corpo, del suono e della natura della musica.

Mi spiego meglio.

Spesso succede che il musicista è in lotta contro lo strumento e tutti e due, strumento e musicista, lavorano “in associazione” contro la musica. Se applichi solo delle formule (metti il dito così, sposta il braccio cosà, ecc.), l’azione delle dita diventa limitativa, il corpo si irrigidisce e la musica ne risente.

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È vero che abbiamo bisogno di formule quando siamo agli inizi dei nostri studi musicali, ma è ancora più importante sapere che la tecnica di base può migliorare solo se applicata ad un contesto più ampio.

Quindi l’obiettivo non deve essere quello di studiare la tecnica per sé stessa, ma imparare a vivere in modo completo con lo strumento.

Tutto il corso Bassista Contemporaneo Online lavora in questo modo, con centinaia di esercizi in sequenza progressiva (sempre musicali) proprio per farti acquisire l’impostazione più “economica” e corretta possibile per suonare molto velocemente, mantenendoti sciolto e rilassato.

Artisti con la A Maiuscola: Tecnica e Musica perfettamente integrate

In questo post voglio quindi aiutarti ancora di più a comprendere come la tecnica sia fondamentale, ma solo se al servizio di un’idea musicale che deve essere prevalente.

Per farlo, ho preparato per te un elenco di grandi musicisti che si distinguono proprio per aver sviluppato una tecnica estremamente efficace e brillante ma contemporaneamente molto musicale.

In pratica la loro musica riesce a trasmettere una miriade di emozioni e sensazioni, senza mai farti percepire le difficoltà tecniche sottostanti!

Sono artisti di estrazioni diversissime (interpreti, compositori o improvvisatori), non catalogabili in maniera rigida come musicista jazz o musicista classico. Grandissimi artisti oltre ogni classificazione.

Ti suggerisco di guardare i video che ho scelto tra i più rappresentativi di questi grandi musicisti. Prima di tutto sono documenti interessantissimi, spezzoni di concerti che hanno lasciato un segno nella storia della musica e nella nostra memoria (per chi c’era).

Ma poi se  osservi con attenzione e senza preconcetti, scoprirai tantissimi elementi in comune tra tutti questi grandi musicisti. E se sarai fortunato riuscirai ad inserirti, almeno idealmente, nella scia tracciata da loro.

Claudio Arrau (1903 – 1991) pianista

Uno dei pianisti con la maggior padronanza possibile dello strumento e un modo di suonare estremamente rilassato. Il controllo del peso delle braccia e l’ascolto del corpo gli hanno permesso di suonare a livelli altissimi fino a tarda età.

In questo concerto del 1977 aveva 74 anni e una tecnica ancora perfetta, per nulla condizionata dalla sua età. Questo perché il suo lavoro negli anni è stato incentrato sul far lavorare il peso delle braccia e poi tutto il corpo in modo rilassato e attivo allo stesso tempo.

Il suo grande virtuosismo gli permetteva di adottare spesso tempi sensibilmente più lenti del normale per mettere in evidenza la nitidezza del suono e il contenuto musicale.

Mario Brunello (1960) violoncellista

La sua rilassatezza sul violoncello è straordinaria. Non solo gli permette di suonare i passaggi tecnicamente più difficili, ma anche di far sentire le varie voci sottintese che caratterizzano soprattutto le suite per cello. In pratica riesce a controllare una serie di parametri molto superiori alla media attraverso la sua tranquillità di esecuzione, e permette anche all’ascoltatore meno esperto di godere della bellezza della musica.

La rilassatezza della mano destra nel guidare l’arco è fondamentale da osservare. L’uso della mano destra così distesa e con movimenti ampi ma non dispersivi è un buon modello che può essere adottato anche dai bassisti.

Osservare attentamente questo maestro porta a risolvere tantissimi problemi tecnici sul basso elettrico. Determinazione, chiarezza e allo stesso tempo elasticità sono doti che anche il bassista deve cercare nell’uso delle mani.

Al minuto 3.20 suona il preludio in D minore per cello solo di J.S. Bach, dopo aver presentato il brano e la filosofia che applica nel suonarlo. Se non ti senti maturo per la filosofia, fai partire il video direttamente dal preludio.

Miroslav Vitous (1947) contrabbassista e bassista

Devo confessare che Vitous è stato il mio primo eroe insieme a Scott La Faro ed Eddie Gomez. Il suo modo di suonare e padroneggiare il contrabbasso è unico. Inoltre con l’uso dell’arco ha portato il contrabbasso jazz oltre a quello che avevano fatto Jimmy Blanton e Paul Chambers.

Anche se il suo modo di suonare non è sempre capito dal contrabbassista medio (ovvero scarso), il suo modo di approcciare uno strumento così enorme è di estremo aiuto per chi vuole capire e suonare il contrabbasso in modo naturale.

Al minuto 5.21 lo vedi all’opera con un solo di contrabbasso gestito con un’ottima padronanza tecnica. Salvo alcuni punti, non esagera mai con la velocità. Potremmo dire che in questo video sta usando circa il 50% delle sue possibilità tecniche!

Marvin “Smitty” Smith (1961) batterista

Quando, circa 25 anni fa, vidi questo video rimasi colpito dalla padronanza e dalla rilassatezza con cui Marvin “Smitty” Smith riusciva a “portare” il peso del corpo sullo sgabello e ad avere un controllo totale del peso dei quattro arti. Questo fu uno dei momenti più importanti della mia fase di studio.

Il controllo della batteria di questo musicista, sicuramente frutto di uno studio metodico e ragionato, non mi era mai stato trasmesso come concetto nei faticosi anni di conservatorio. Da lì in poi la mia impostazione ha avuto uno scatto in avanti, arrivando a considerare il basso e il contrabbasso come strumenti veramente amici e senza difficoltà.

Allan Holdsworth (1946 – 2017) chitarrista e compositore

L’approccio alla chitarra di Allan Holdsworth è fondamentale per chi vuole sviluppare tecnica e velocità sul basso. Il suo modo di suonare è una continua ispirazione. Fra l’altro anche il modo di comporre è collegato direttamente alla sua abilità tecnica. Un vero modello di chitarrista e compositore.

Dal minuto 1.39 circa lo vediamo suonare alla velocità della luce in completo relax. Ho avuto la fortuna di vedere questo trio dal vivo in quegli anni, e tutti e tre i musicisti mi diedero una grandissima lezione di come far musica!

Vincent Colaiuta, detto Vinnie (1956) batterista

Colaiuta ha un approccio molto diverso rispetto a Marvin “Smitty” Smith. Da un lato è rilassato, ma contemporaneamente ha un suono estremamente aggressivo o leggero a seconda delle esigenze. Non a caso ha suonato con musicisti molto differenti da Zappa a Chick Corea fino a Sting.

Insomma il suo modo di sedersi e “liberare” gli arti è da seguire e applicare al basso, con l’intento di diventare musicisti vari ed eclettici. Esattamente quello che serve oggi per diventare un professionista della musica. Ti suggerisco di studiare attentamente questo maestro.

Gary Peacock (1935) contrabbassista

Un altro grandissimo maestro di tecnica e arte dello strumento. In questa serie di video Gary Peacock spiega come usare il corpo senza fatica per ottenere musica ad altissimo livello.

Ripeto, le migliori strategie per sviluppare la tecnica sul basso si trovano più facilmente analizzando strumenti che sono decisamente più faticosi del basso. Non è un caso che nella sua carriera segnata da una continua ricerca artistica e filosofica abbia suonato con i musicisti più importanti degli ultimi 60 anni. Solo per citare i più famosi: Bill Evans, Miles Davis, Ravi Shankar, Paul Bley, Albert Ayler, Keith Jarrett, Jack DeJohnette, Ralph Towner.

Omar Hakim (1959) batterista

Questo è un altro batterista che può dare stimoli enormi su come controllare il peso del corpo per ottenere forza e rilassatezza insieme. Nel video sotto sono tutti chiaramente dei maestri di rilassatezza e maestria. Anche se in questa occasione avranno fatto al massimo mezz’ora di prova al pomeriggio, la loro arte è sempre elevatissima.

Al minuto 4.40 il solo di Omar Hakim è una lezione completa per quanto riguarda tecnica e rilassamento.

Robert Fripp (1946) chitarrista, compositore e maestro di vita

Il modello dei modelli. La sua tecnica è stupenda, la fatica è apparentemente nulla e tutto questo, per nostra fortuna, arriva da un continuo lavoro di ricerca. Ricerca sulla meccanica del corpo, ricerca artistica e spirituale.

Analizzarlo, copiarlo, rubargli idee è un’ambizione che ogni bassista serio dovrebbe avere. La sua logica di lavoro sullo strumento è un modello supremo.

Niels-Henning Ørsted Pedersen (1946 –2005) contrabbassista

Infine un altro grande maestro di velocità. Malgrado in Italia molti “jazzaroli” non lo abbiano apprezzato per il modo di suonare “nord europeo” (ovvero troppo virtuosistico!), si distingueva per l’approccio più rilassato possibile sul contrabbasso.

Questo gli ha permesso di suonare con i più importanti jazzisti del suo tempo: Oscar Peterson, Ben Webster, Bill Evans, Bud Powell, Roy Eldridge, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Jackie McLean, Roland Kirk, Sonny Rollins, Ella Fitzgerald, Joe Pass.

Come mai nessun bassista elettrico nell’elenco?

E quindi perché questo articolo, pur essendo inserito in un blog che vuole innalzare il livello dei bassisti elettrici, non porta nessun esempio di bassisti elettrici ma solo di altri strumentisti?

È proprio il dubbio che voglio sollevare in te!

Possibile che se voglio migliorare sul basso, devo guardare e cercare di prendere spunto da pianisti, chitarristi, batteristi e violoncellisti? Personalmente ho imparato più questi grandi musicisti “non bassisti” che da bassisti come si suona il basso.

Certo ho analizzato molto profondamente bassisti come Jaco Pastorius, John Patitucci, Jeff Berlin, Alain Caron…

Ma per uno studioso di musica ad alto livello che voglia ritagliarsi un proprio spazio di originalità nel mondo della musica, credo sia possibile imparare molto di più dagli altri strumenti.

Gli strumenti che fondamentalmente hanno sviluppato le caratteristiche della cosiddetta musica moderna, quella che dagli anni ’50 in avanti è stata poi estesa anche allo stesso basso elettrico.

Insomma se vuoi andare oltre i soliti stereotipi del basso elettrico, e soprattutto di come viene suonato dalla maggior parte dei bassisti, scegli modelli con fondamenta profonde e ben piazzate.

Approfitta di Youtube che ci permette di avere accesso immediato a questi grandi musicisti (viventi e non). Guarda i video che ti ho indicato sopra. Potrebbero aprirti occhi e orecchie… e migliorarti un po’ l’esistenza, oltre che il tuo modo di suonare!

Ciao

tiziano

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